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l’XI CEDIA CONFERENCE è inserita nel calendario degli eventi collaterali del semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea.

Il 2014 rappresenta un anno importante per la nostra professione. L’agronomo al centro dello sviluppo rurale dovrà svolgere un ruolo fondamentale di intermediazione nel trasferimento della conoscenza, in qualità di portatore di competenze e di tramite tra la ricerca e la sua applicazione: il broker dell’innovazione nell’ambito dei PEI (Partenariati Europei per l’Innovazione).

I regolamenti comunitari per l’applicazione della nuova PAC 2014-2020 riconoscono il ruolo centrale della consulenza per le aziende agricole, così come la progettazione degli interventi strutturali per migliorare e favorire lo sviluppo delle zone rurali, occorre quindi codificare ed unificare le nostre attività professionali affinché l’agronomo sia il punto di riferimento delle istituzioni Europee così come all’interno di ciascuno stato membro per il governo del territorio rurale, dei paesaggi e della sicurezza alimentare.

La nuova direttiva qualifiche richiede una riflessione per tutti i componenti del CEDIA ed in particolare merita attenzione la EPC (European Professional Card), che è un semplice strumento elettronico volto a favorire il riconoscimento delle qualifiche professionali all’interno degli stati membri dell’UE consentendo ed agevolando la mobilità dei professionisti. E’ fondamentale che anche l’agronomo sia tra le professioni riconosciute dalle Autorità competenti dei singoli SM ai fini del rilascio dell’EPC. Sempre più spesso vi sono Colleghi che necessitano per la propria attività di spostarsi oltre i confini nazionali a volte per brevi periodi, altre volte necessitano di uno stabilimento permanente anche per parziali attività rispetto alle competenze attribuitegli dal proprio ordinamento professionale o comunque dalla regolamentazione nazionale, la EPC rappresenterebbe uno strumento formidabile che consentirebbe in breve di esercitare la professione in tutta Europa, incrementando la crescita professionale e culturale del professionista. La facile mobilità permetterebbe allo stesso tempo di esportare le best practices oltre i propri confini nazionali con vantaggi non solo per il professionista, ma anche per il Paese ospitante. Tutto questo va nella direzione di una unificazione effettiva degli Stati dell’Unione che parte proprio dalla libertà di esercitare una professione tanto variegata quanto indispensabile per lo sviluppo sociale ed economico di ogni Paese.

A conclusione della XI Conferenza gli argomenti trattati ed i risultati ottenuti saranno sintetizzati in un documento finale (carta dell’Agronomo europeo) che sarà posto all’attenzione dei principali Stakeholder.

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